Dimagrire con soddisfazione: da 115 kg di peso alla felicità, la rinascita di Margherita

Dimagrire con soddisfazione: da 115 kg di peso alla felicità, la rinascita di Margherita

Dimagrire con soddisfazione: da 115 kg di peso alla felicità, la rinascita di Margherita che ci ha raccontato come è andata

Dimagrire cosa vuol dire esattamente? Cosa rappresenta nella nostra testa?

Siamo spesso bombardati da modelli femminili che rappresentano un dimagrimento non salutare, un modello che sinceramente non mi piace! Per questo all’inizio quando sentivo parlare di dimagrimento pensavo tra me e me che non mi interessava.

Oggi, grazie anche alle tante storie di cui sono partecipe, so che dietro questa parola “dimagrire” c’è un mondo dalle 1000 sfumature.

Andando nella profondità di questa parola, spesso non si tratta semplicemente di “perdere peso“, si tratta di tornare padrone di un corpo che non ci pace piú, di abitudini alimentari che non riusciamo a cambiare, di autostima e amore verso se stesse, di salute e vitalità. Ed è per questo che mi sono avvicinata con delicatezza a questo mondo, perchè davvero l’alimentazione e lo stile di vita che seguiamo fanno la differenza a 360 gradi nella nostra vita.

Ho approfondito l’importanza di mangiare frutta e verdura in questo articolo: L’importanza di un’alimentazione alcalina: belli e sani mangiando

Ci sono storie e storie… E questa storia a me ha emozionato tantissimo!!

Ti lascio alla testimonianza di Meggy e ti invito a entrare nella nostra community dove potrai trovare tante altre storie! Scrivimi in privato su facebook!

” Ciao, Io sono Margherita ho 28 anni.
Sin da bambina ho vissuto con molto disagio la mia fisicità.
All’elementari mi sentivo già diversa,la gigante buona rispetto a tutti i miei compagnetti, ero robusta e mi sentivo sempre molto un maschiaccio.

 

Crescendo le cose non sono tanto migliorate,vivevo una situazione molto difficile in famiglia e questo faceva di me una piccola donnina già cresciuta che colmava i vuoti mangiando.
Più mi sentivo vuota e più cercavo di riempirmi.

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Ricordo ancora un periodo molto buio per fortuna durato poco in cui ogni giorno finivo un pacco di merendine intere.
Poi andando alle superiori,lì dove si fanno le prime esperienze dove cerchi la continua approvazione e cerchi di piacere a tutti perché tutti possano avere di te una buona parola qualcosa in me è cambiato e ho passato un intera estate a cercare il peso forma NON MANGIANDO o mangiando poco e male.

 

Continuavo ad ingrassare e dimagrire continuamente fino al periodo in cui rimasi incinta di Brian e da lì inizio il mio declino.
Mi ero completamente eclissata,non esistevo più ma esisteva solo la mamma chioccia che era dentro di me.

 

PESAVO 115 KG

Arrivai a pesare intorno ai 115 kg e come potete vedere dalle foto li maschero bene perché sono alta ma io adosso me li sentivo tutti.

Man mano che Brian cresceva iniziai ad interessarmi alla sana alimentazione perché volevo garantirgli solo il meglio.
Così le abitudini della famiglia cambiarono ed iniziai a perdere peso,però poi mi bloccai di nuovo e a 105 kg rimasi.

 

Poi un giorno vedendo alcuni post su questo programma mi incuriosii anche se ammetto ero cinica da morire e pensavo ma cavoli io già mangio bene perché dovrei avere bisogno di questo programma, infatti prima di decidermi ci misi un bel po’.
Ma poi ho pensato proviamo, non ho nulla da perdere,visto che nonostante mangiassi bene non riuscivo più a scendere,ma forse avrei avuto tutto da guadagnare.

 

E così fu, ho iniziato questo programma da due mesi e le soddisfazioni sono grandi.
Ho cambiato piccole buone abitudini che prima non avevo e i risultati si vedono eccome.

 

Ora peso 94 kg ho perso tanti centimetri e anche se la strada è lunga io so che ce la posso fare,IO CE LA VOGLIO FARE..perché ho sempre messo gli altri al primo posto dimenticando me stessa ma per fortuna ho capito che perché tutto intorno a te cambi DEVI CAMBIARE TU e che per amare profondamente gli altri DEVI PRIMA AMARTI TU.

 

Questo non sarà l arrivo ma il continuo del lungo cammino dentro di me iniziato più di un anno fa.
ORA SO CHI SONO,dentro di me non dimora più il buio ma la LUCE che io voglio regalarvi perché anche voi possiate brillare”

Scopri subito il programma che le ha permesso di ritrovare l’entusiasmo e leggi questo articolo dove ti spiego la mia storia: Juice Plus: perchè ho deciso di provare il programma e usare i prodotti

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E se insegnassimo alle bambine a essere coraggiose invece che perfette?

E se insegnassimo alle bambine a essere coraggiose invece che perfette?

Negli anni 70 del secolo scorso una psicologa della Columbia University realizzò una serie di esperimenti con i bambini che diedero risultati inaspettati. Questa psicologa lavorò con alunni di quinta elementare per vedere come affrontavano il materiale nuovo e complicato.

Fu allora quando si rese conto che le bambine avevano più probabilità di abbandonare il compito, e lo facevano, mediamente, prima che i bambini. È interessante notare che, quanto più le bambine erano brillanti, tanto più alto era il loro quoziente intellettivo e più velocemente gettavano la spugna. Queste bambine mostravano un modello d’impotenza appreso.

I bambini brillanti si comportarono in modo diverso. Assunsero l’attività come una sfida intellettuale che li riempiva d’energia e li motivava a intensificare gli sforzi.

Cosa avviene? Perché le bambine sono più vulnerabili e meno sicure rispetto ai bambini della stessa età?

In realtà, la maggior parte delle bambine superano i bambini in tutte le materie, compresa la matematica.

Pertanto, la differenza nel loro comportamento non ha nulla a che fare con la mancanza di abilità o di conoscenza ma piuttosto con il modo di affrontare le sfide.

Mentre i bambini presumono di non poter risolvere i problemi perché questi sono più complicati, le bambine cominciano rapidamente a dubitare delle loro capacità, perdono la fiducia in sé stesse e abbandonano l’attività.

Le bambine sono anche abituate a pensare che le abilità siano immutabili, mentre i bambini suppongono che possono essere sviluppate attraverso lo sforzo.

Il punto è che queste credenze e modi di comportarsi vengono mantenuti nell’età adulta. Infatti, si è notato che mediamente gli uomini si presentano a un colloquio di lavoro avendo solo il 60% delle capacità richieste. Al contrario, le donne trovano il coraggio di candidarsi per il posto di lavoro solo se dispongono del 100% dei requisiti.

Come possiamo avere un atteggiamento così diverso davanti alle sfide?

La risposta sta nell’educazione, un’educazione che insegna ai bambini ad essere coraggiosi e affrontare le sfide e alle bambine ad essere perfette e agire con cautela.

Bambini coraggiosi, bambine perfette…

È difficile, anzi impossibile, cancellare secoli di tradizione in un colpo solo. Anche se abbiamo fatto molti progressi nella parità di genere, nell’inconscio collettivo e in profondità nella nostra mente sono tuttora radicate molte idee sessiste.

Pertanto, i genitori continuano a educare i figli maschi a non aver paura e non piangere, mentre le bambine sono educate a non mostrarsi sciatte, ad essere sempre perfette e comportarsi con moderazione.

Tuttora educhiamo bambini, che con molta fortuna, si trasformeranno in cavalieri che salveranno damigelle in difficoltà. Ed educhiamo le bambine ad attendere di essere salvate, perché la loro missione nella vita non è combattere, ma mantenersi perfette, nonostante la tempesta.

Alle bambine viene insegnato a sorridere, devono ottenere buoni voti a scuola e viene proibito loro di tornare a casa coperte di fango, dopo aver giocato.

Con i bambini i genitori tendono ad essere più permissivi, permettendo loro di giocare all’aria aperta, sporcarsi e arrampicarsi sugli alberi.

Infatti, molti di questi comportamenti vengono ricompensati perché mostrano quanto sono coraggiosi. In questo modo i maschi sono incoraggiati ad assumere dei rischi.

Al contrario, le bambine sono incoraggiate a evitare i rischi, viene chiesto loro di mantenersi in secondo piano, al sicuro e all’interno della loro zona di comfort.

Spesso sono lodate per quanto bene si comportano, quasi sempre perchè rimangono in silenzio, e per la loro simpatia. Così, inavvertitamente, i genitori limitano le potenzialità delle bambine, le quali imparano presto che da loro non ci si attende lo stesso comportamento dei maschi.

Così, la maggior parte delle bambine finiscono per trasformarsi in donne che assumono solo i rischi essenziali e che davanti ai problemi pensano che qualcosa non funziona in loro. Per questa ragione non sorprende che le donne soffrano più spesso e più intensamente di depressione e ansia rispetto agli uomini.

Tuttavia, quando insegniamo alle bambine ad essere coraggiose e formare intorno a loro una rete di supporto che le motivi, esse fanno cose incredibili perché hanno un potenziale enorme. Il miglior regalo che possiamo fare a ogni bambino è quello di lasciarlo semplicemente essere.

Fonti:
Dweck, C. S. et. Al. (1978) Sex differences in learned helplessness: II. The contingencies of evaluative feedback in the classroom and IH. An experimental analysis. Developmental Psychology, 14: 268-276.
Dweck, C. S. & Bush, E. (1976) Sex differences in learned helplessness: I. Differential debilitation with peer and adult evaluators. Developmental Psychology; 12: 147-156.
Dweck, C. S. (1975) The role of expectations and attributions in the alleviation of learned helplessness. Journal of Personality and Social Psychology; 31: 674-685.
Fonte ufficiale:
https://www.angolopsicologia.com/2016/08/educazione-bambini-parita-sessi.html

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Donna… ricordati che sei fortunata se puoi leggere questo articolo!

Donna… ricordati che sei fortunata se puoi leggere questo articolo!

Se sei donna e stai leggendo questo articolo sei FORTUNATA.
Si veramente! Molto Fortunata!
Se lo stai leggendo hai libertá, istruzione, un apparecchio tecnologico a portata di mano, un tetto sotto cui stare, abbastanza salute e tempo per stare su Internet.
Ma soprattutto sei VIVA.

Lo sapevi che ancora oggi molte donne nel mondo non hanno queste cose?

☞ In paesi come India e Cina si preferiscono i figli maschi, se con la prima ecografia si scopre che il futuro bebé é femmina, i genitori possono decidere di praticare l’aborto… che tristezza eh.
☞ Nel Medio Oriente la condizione femminile è legata all’Islam.
Le donne sono sottoposte all’autorità prima del padre e poi del marito. Non hanno libertà di movimento e di espressione, sono escluse dalla vita pubblica e politica, non possono lavorare e guidare l’automobile, nei negozi e nei locali pubblici hanno entrate separate da quelle degli uomini. Quando escono, spesso sono costrette ad indossare un lungo mantello nero che lascia scoperto solo il viso, l”’hijab” o “burqa”. Sono le regine di casa, ma all’esterno sono considerate quasi come creature invisibili.

☞ Il tasso d’analfabetismo femminile è ovunque più alto di quello maschile, perché in molti Paesi quando una famiglia non può permettersi di mandare a scuola tutti i figli, preferisce assicurare un’istruzione ai maschi.

 

☞ Tanto tempo fa, nell’Antica Roma, la donna non poteva partecipare all’attività politica e, per esercitare i propri diritti civili, come il matrimonio e l’eredità, aveva bisogno di un uomo della famiglia che le facesse da tutore.

☞ Anche nell’Antica Grecia essere donna comportava restrizioni come ad esempio niente diritto di voto, e nemmeno attività sportiva.
Nel Medioevo, la situazione femminile non migliorò: la donna era considerata un oggetto nelle mani del padre, finché questi non la vendeva ad un uomo.
Per la libertà delle donne, bisogna attendere il XIX secolo, quando gli Stati Uniti decisero di affrontare il problema della questione femminile nel campo professionale e intellettuale.
Trent’anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna, CEDAW. Questo trattato ha ottenuto risultati importanti, ma ha ancora molto da fare perché, in alcuni territori del mondo, le donne vivono ancora in condizioni di isolamento e di sottomissione.
Le donne hanno dovuto lottare a lungo per il riconoscimento del loro valore e ci sono state molte battaglie per la loro emancipazione.
LA TUA VITA É UN MIRACOLO, TUTTO CIÓ CHE ABBIAMO OGGI, ANCHE LE COSE CHE DIAMO PER SCONTATE, SONO STATE OTTENUTE DA QUALCUNO CHE HA LOTTATO PER CAMBIARE IL MONDO.
SIAMO DONNE, SIAMO VIVE, SIAMO GUERRIERE. FACCIAMO DELLA NOSTRA VITA UN CAPOLAVORO.

Fonti https://www.skuola.net/sociologia/condizione-femminile-mondo.html

http://europeanwomen.over-blog.com/la-condizione-femminile-la-condizione-femminile-nel-mondo.la-discriminazione

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Affermazioni positive e potenzianti: come elaborarle correttamente

Affermazioni positive e potenzianti: come elaborarle correttamente

Oggi voglio parlarvi di un tema che mi sta molto a cuore, cioé l’uso delle affermazioni positive.

È un tema che amo, prima di tutto perché attraverso le affermazioni positive ho cambiato e sto cambiando la mia vita, e secondo, perché sono uno strumento semplice, utilizzabile da tutti in qualsiasi situazione, per cambiare la propria realtá.

Le parole che usiamo sono infatti uno strumento potentissimo a nostra disposizione, peró dobbiamo imparare le regole per farne l’uso corretto.

Ci sono vari esempi di persone che giá lavorano con l’uso delle affermazioni positive, argomento che peraltro si intreccia con la Neurosemantica e la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), variando da approcci piú spirituali a piú scientifici.

Un esempio é Louise Hay, che ha scritto moltissimi libri sulle affermazioni e la cui storia, (che trovate in questo articolo Louise Hay: una storia incredibile di guarigione fisica e spirituale) é degna di essere conosciuta.

La sua ispiratrice, Florence Scovell Shinn, con i suoi innumerevoli testi, ne é un altro esempio.

Ma persino il grande pugile Muhammad Alí (Cassius Clay) ne parla.

In questo articolo voglio parlarvi di come elaborare correttamente le affermazioni positive e le trappole del linguaggio che é meglio evitare.

Le affermazioni rappresentano di fatto un “dialogo”, che puó essere il nostro dialogo interno ma anche esterno, con il quale influenziamo positivamente o negativamente la nostra vita, e anche quella degli altri.

Proviamo a fare un esempio.

Prima di un colloquio Giovanna si ripete “Mi merito questo lavoro, sono un persona in gamba che lavora con passione”; Lucia invece si ripete “Sono troppo inesperta, sicuramente non sono in grado di fare questo lavoro, non mi assumeranno mai!”

Quale delle due affermazioni credete ispiri piú fiducia e sicurezza, in questo caso verso sé stessi, determinando quindi anche una diversa attitudine e postura? Credo che la risposta sia lampante!

Ogni momento della nostra vita dentro di noi avviene un costante dialogo interiore dal quale poi dipendono azioni e risultati differenti. Dobbiamo tenere presente che il nostro cervello è un sistema binario e dunque le parole che ci ripetiamo e i pensieri che vagano nella nostra mente, influenzano ogni attimo della nostra vita.

Le parole quindi hanno incredibili effetti perché attraverso di esse possiamo creare letteralmente una nuova realtá, chiedere ció che desideriamo, modificare, sbloccare/bloccare situazioni in ogni ambito (noi stessi, coppia, famiglia, soldi, lavoro, sport, salute etc etc), purché si sappiano le parole giuste da pronunciare.

Il nostro inconscio infatti mette in pratica tutti i nostri pensieri e parole come se fossero delle precise istruzioni; questo processo avviene tutti i giorni ma il problema principale é che non ne siamo spesso consapevoli.

Dobbiamo programmare dunque in maniera consapevole il nostro inconscio e questo é possibile attraverso l’uso delle parole corrette in quanto, a forza di ripeterci affermazioni positive, finiamo per crederci, e possiamo dunque cosí riprogrammare il nostro inconscio.

Il Gioco della Vita – e Come Giocarlo (AudioLibro Mp3) Il libro più straordinario per cambiare la tua vita Florence Scovel Shinn

 

Queste sono le cose che vanno assolutamente ricordate nel formulare le affermazioni:

1. Bisogna darsi sempre ed esclusivamente dei “comandi positivi e potenzianti”.

Esempio: Io sono una persona meravigliosa! Sono una persona in gamba e mi merito il meglio!

 

2. É necessario eliminare dal proprio vocabolario la negazione “non” e gli avversativi “ma” e “però”.

Esempio: Mi sento pronto per l’esame peró sicuramente saró una frana come sempre. Da sostituire con: Mi sento pronto per l’esame e sicuramente daró il meglio di me!

 

3. Devono sempre essere elaborate pensando al bene di sé stessi e di tutte le altre persone, mai per incolpare una persona o manipolare una situazione. Ricordiamoci che ogni atto torna indietro.

Esempio: É colpa tua se sono in questa situazione dalla quale non usciró. Da sostituire con: Mi impegno al massimo e sono in grado di superare questa situazione di cui sono responsabile.

 

4. Devono accompagnarsi ad un reale stato emotivo e alla visualizzazione della situazione considerata.

Esempio. Poniamo la situazione che desideriate una macchina nuova, nella vostra testa sapete giá il modello. Ora quello che dovete fare é semplicemente immaginarvi dentro quella macchina come se giá l’aveste, e concentrarvi a provare tutte le sensazioni positive che provereste dentro la vostra nuova bellissima auto! Visualizzatela nei minimi dettagli e godetevela! Più le affermazioni sono specifiche e focalizzate su una determinata cosa, meglio funzioneranno.

 

5. Le affermazioni vanno formulate come se aveste giá ottenuto quello che volete.

Detta dal punto di vista grammaticale, ogni frase deve essere espressa al tempo presente.

Esempio: pensando ad una prestazione sportiva che sta per avvenire, immaginatevi al top della performance. Un`áffermazione positiva potrebbe essere “Io sono in forma e dó il massimo”.

Oppure, “Io faró meglio la prossima volta”, é da trasformare in “Ogni giorno io faccio il meglio”.

 

Nota bene: evitare di inserire in questi processi i prodotti mentali derivati dal proprio ego. Se avete dubbi approfondite meglio l’argomento “Ego” di cui vi accenno qua sotto.

Che cosa é l’Ego?

L’Ego é una struttura psichica presente dentro ognuno di noi, quello che nell’uso comune definiamo come “Io”, che spesso ci dá un senso illusorio di identità; la sua sopravvivenza è legata al fatto che lo confondiamo con la realtà.

Il pensiero privo di consapevolezza è il problema principale dell’essere umano, di per sé l’Ego non è sbagliato, è solo inconsapevole.

Identificarsi con l’Ego é peró molto pericoloso e causa di sofferenza, ti accorgi di vivere nell’Ego quando ti ritrovi in una delle situazioni descritte da queste affermazioni:

– Sono ciò che possiedo
– Sono ciò che faccio
– Sono ciò che gli altri pensano di me
– Sono separato da tutti
– Sono separato da tutto quello che mi manca nella vita
– Sono separato da Dio

L’emozione che stà dietro all’Ego e che governa ogni sua attività è la paura. Capiamo chiaramente che, ogni nostra affermazione, per portare di fatto cambiamenti positivi nella nostra vita, non puó essere mai basata su emozioni derivanti dalla paura, come rabbia, depressione, tristezza, dolore etc etc… ne tantomeno basata su intenzioni di manipolazione degli altri.

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Donne felici e di successo: 8 qualità da coltivare per esserlo

Donne felici e di successo: 8 qualità da coltivare per esserlo

Una donna di successo nel lavoro, felice nella vita privata, una madre esemplare per i suoi figli, una moglie amorevole per suo marito, o migliore amico, confidente e consigliere…

Come è possibile oggi essere questo, donne felici e di successo?

Con coraggio, pazienza e determinazione è possibile avere la vita migliore che ci immaginiamo in ogni ambito!

Il 4% delle posizioni in 500 aziende di tutto il mondo di Fortune sono donne, secondo Elissa Sangster, direttrice della Fondazione Forte.

Questa percentuale è in costante aumento e ci sono diversi modi per raggiungere il successo.
Oggi le donne hanno le qualità e gli strumenti a portata di mano per diventare la persona che hanno sempre sognato di diventare.

Oggi come ieri, si sa, tutto ciò che per un uomo è difficile da ottenere, per una donna sembra ancora più difficile. Invece nel nostro mondo c’è sempre più spazio per donne in gamba.

Essere “leader di sè stesse” si può, accettando con amore i nostri errori ma pensando sempre al miglioramento, rimanendo focalizzate su ciò che vogliamo davvero.

Ma quali sono i punti che dobbiamo rinforzare se vogliamo il successo come donne nella nostra vita?

È certo che tutte le donne hanno la capacità di sviluppare tutto ciò che serve per essere donne felici e di successo.

Alcune hanno già chiaro il loro stile di vita e lo mettono in pratica ogni giorno.

Altre forse non hanno ancora chiaro dove vogliono arrivare, cosa vogliono veramente, ma se davvero si desidera il meglio, qualcosa di diverso nella propria vita, un cambiamento, è certo che è solo questione di tempo, perseveranza, azione e voglia di imparare.

Ecco qui 8 semplici linee guida che ti aiuteranno a capire se sei sulla strada giusta:

1. Sicurezza

La prima qualità deve essere la sicurezza che si ha in sè stesse e che si riflette di conseguenza in tutti i compiti che si svolgono, accettando l’assunzione di rischi come parte normale di una vita di successo, con la fiducia di essere in grado di risolvere e superare ogni problema che ci si pone davanti.

La sicurezza di sè stesse si acquisisce dedicandoci a ciò che ci piace, coltivando la nostra autostima, amandoci e perdonandoci.

Dobbiamo connetterci con noi stesse e focalizzare ciò che vogliamo veramente, quando questo sarà chiaro, niente e nessuno potrà fermarci e agire con sicurezza diventerà automatico.

 

2. Visione del futuro

Questa è la capacità di riconoscere e cogliere le opportunità al meglio. La capacità di godere del presente plasmando il futuro di cui si vuole godere domani.

Per questo, come detto in precedenza, il rapporto con sè stesse e l’auto-osservazione sono fondamentali.

Dobbiamo avere chiaro dove vogliamo arrivare e ricordarci che per ogni obiettivo ci sono tempi differenti.

 

3. Equilibrio

Dovremmo essere in grado di creare un equilibrio nella nostra vita ed essere pienamente coerenti tra quello che facciamo, pensiamo e commentiamo. Dobbiamo essere capaci di dare tutto di noi stesse e riconoscere quando dire “no”.

È pertanto di fondamentale importanza la gestione del proprio tempo e il saper stabilire quali sono le priorità nella nostra vita, scartando tutto ciò che è superfluo e nocivo.

Dobbiamo ricordarci che la vita non è fatta per essere vissuta su un unico binario, che dobbiamo coltivare con equilibrio le diverse componenti di noi stesse (corpo, salute, lavoro, vita privata, famiglia etc etc)

 

4. Positività

Questa funzione è essenziale, dal momento che l’atteggiamento positivo può diffondersi tra le persone nelle vicinanze.
Bisogna essere perseveranti, vivere la vita con passione e far sì che la positività diventi uno stile di vita, il chè non vuol dire che non ci saranno problemi, ma che ad ogni problema assumeremo un atteggiamento risolutivo.

Faremo di ogni difficoltà una opportunità di crescita e di apprendimento per migliorare sempre di più, ricordandoci sempre che ogni problema è fatto per essere superato e portarci ad un livello superiore.

 

5. Concentrazione

Dobbiamo sapere quali sono i nostri obiettivi e lavorare con disciplina per realizzarli; ciò si traduce in una profonda concentrazione in ciò che facciamo. Questa qualità permette di prendere decisioni in modo chiaro.

donna concentrata

 

6. Organizzazione

L’organizzazione è la chiave per ottenere una maggiore efficienza con responsabilità, senza trascurare la vita personale. Gli impegni nella vita di una donna sono sicuramente numerosi, per questo è importante organizzare i propri impegni.

 

7. Comunicazione

Dobbiamo avere l’intelligenza per creare e mantenere rapporti ottimali.

Le relazioni sociali sono fondamentali, non siamo fatti per rimanere soli, il chè è ben diverso dal coltivarsi dei momenti per sè stesse. Spesso a causa di ferite emozionali, paura di soffrire, timidezza o altri fattori, tendiamo a isolarci.

È bene analizzare con attenzione, nel caso in cui fossimo persone che tendono a isolarsi, le ragioni per cui lo facciamo e superare tutto ciò che non ci permette di godere pienamente delle relazioni con gli altri.

Isolarsi è ben diverso dall’essere selettivi.

 

8. Aggiornamento costante

Infine dobbiamo informarci e aggiornarci sempre. La formazione è un elemento fondamentale.

É solo formandoci, infatti, che acquisiamo nuove conoscenze, grazie alle quali possiamo aumentare non solo il nostro carisma ma avere dei benefici e portare miglioramenti sul lavoro, in coppia, con i figli, gli amici etc etc..

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Successo e felicità: una visione diversa per ognuno di noi

Successo e felicità: una visione diversa per ognuno di noi

Sentiamo parlare di successo in tutto il mondo. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano…

ma che cosa è veramente il successo? Ormai usiamo questa parola in maniera meccanica…

Vogliamo essere professionisti di successo, avere una coppia di successo, raggiungere il successo economico

Sì, vogliamo tutto questo, ma esattamente che cosa intendiamo per “successo”?
E, soprattutto, come misurare quanto successo occorre?

È un’idea diffusa che il successo sia “non doversi preoccupare di nulla.”

Questo si traduce cioè nel pensare che nella tua famiglia deve funzionare tutto perfettamente  come un orologio; che debba essere possibile acquistare tutto ciò che si vuole; che gli altri vi lusinghino per  il vostro lavoro e che otteniate una posizione manageriale.

Magari che siate popolari o famosi. Potremmo contare sulle dita della mano coloro che hanno tutto.



Vi siete mai chiesti cosa è veramente il successo per voi?


La prassi è che ci uniamo a questa idea comune che indica che il successo è avere tutto di tutto.


Di solito leghiamo il successo a beni materiali, quando il successo è forse più legato alla realizzazione personale, alla possibilità di esprimere semplicemente all’esterno il proprio mondo interiore, a fare quello che ci piace.

Anche se vi è questo modello di “successo”, più o meno diffuso, in realtà quello che è “successo” e ciò che non lo è dipende quindi molto da fattori soggettivi.

Si tratta di sentimenti molto più profondi dell’avere semplicemente la possibilità materiale di possedere qualsiasi cosa.

Molte persone rincorrono quello che per loro è l’apparente successo, ritrovandosi ad accumulare beni materiali e un tremendo vuoto interiore.

Tutti dovrebbero assumersi il compito di definire e ridefinire nel corso della propria vita quale è il successo che si desidera e che si sta cercando.

Perché in realtà, non si può parlare di un solo modo per ottenere successo in quanto tale, ma ci sono molti modi in cui le persone riescono ad avere successo e in ambiti diversi…
alcuni hanno successo al lavoro, ma non in famiglia… alcuni hanno successo come genitori altri no…

Io credo si dovrebbe ambire ad un successo equilibrato, coltivando tutti gli aspetti possibili di noi stessi… la famiglia, l’amore, le relazioni personali, il benessere interiore, fisico e il benessere economico.



La parola “successo” deriva dal latino “successus”, che significa “venire dopo”, dal verbo succedere, e nel dizionario possiamo trovare scritto che il successo indica l’esito positivo, una possibilità favorevole, un compimento risolutivo; un sinonimo di successo è appunto esito, sempre dal latino”exitus” e significa “finale” o “termine”.

La lingua inglese ha adottato questa parola come “uscita (exit)”.

Se guardiamo al suo significato originario, il successo è quindi un momento fondamentale in cui termina una mancanza o una sofferenza.

Misurare il successo

Così come non vi è un significato unico per la parola “successo”, non esiste un unico modo per misurarlo.

Se si guarda la vita dal punto di vista della mancanza, non si sarà mai il più bello o la più bella, né il più ricco né il più apprezzato, o il più popolare.

Il successo e la felicità non sono sempre sinonimi,
soprattutto quando si ha un concetto di successo piuttosto cumulativo:
avere più di qualcosa fino al presunto vertice che non è mai il più alto.

La felicità, tuttavia, può essere vista come l’opposto: non c’è bisogno di altro per stare bene.

Il successo è un concetto abilmente gestito dalla società dei consumi.
Si tratta di una di quelle cose che si vuole di più per emergere di fronte agli altri, più che per goderne nella privacy del proprio cuore.

Probabilmente è un’idea che corrisponde più alla sfera del potere e dell’economia, più che al mondo del benessere emotivo.

Però non fa mai male agire per ottenere ciò che si vuole, sempre che si tratti di un obiettivo liberamente scelto e non imposto da una cultura che cerca la produttività e si basa sulla concorrenza spesso spietata tra le persone per realizzarla.

In questo senso, io credo che il successo sta nell’ottenere ciò che si desidera liberamente, senza altro scopo che quello di essere sempre più felice e con un sonno più pacifico, magari contribuendo a lasciare qualche impronta felice, motivante, qualche esempio di speranza e bontà in un mondo che ne ha tanto bisogno.

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